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Fano dei Cesari

Museo Civico

MUSEI A FANO

MUSEO CIVICO

Nel museo troviamo la sezione archeologica che raccoglie reperti archeologici preistorici e romani (selci, fibule, bronzi, ceramiche, lucerne, epigrafi, sculture e mosaici). Salendo la rampa, si raggiungono gli ambienti del mezzanino sulle cui pareti è un'interessante raccolta di dipinti moderni (secoli XIX e XX). A metà della scala domina sul fondo il portale a paraste scanalate che fu già della demolita chiesetta di S. Maria dei Piattelletti (1480). Sulla destra è l'accesso ad un ambiente che ha al centro l 'originale bronzeo della Statua della Fortuna realizzata dall'urbinate Donnini Ambrosi nel 1593 per la fontana di piazza. Alle pareti sono esposti dodici pregevoli quadretti ad olio ed una bella serie di incisioni che documentano l'attività del grande scenografo e scenotecnico fanese Giacomo Torelli (1604-1678) per i teatri veneziani e parigini. Alle pareti sono numerosi monetieri in cui figura esposta la parte più significativa della collezione numismatica che riunisce monete romane medioevali e moderne, comprese quelle della zecca fanese (secoli XV-XVIII), la serie delle stupende medaglie malatestiane realizzate da Matteo de Pasti (1446) e quelle di Paolo Sanquirico a ricordo dello scavo del porto Borghese (1613). da turismofano.com Al piano superiore è possibile visitare la vasta sala malatestiana e la pinacoteca, che raccoglie dipinti del cinquecento.


Museo Civico


SEZIONE DELLE MONETE
In un ambiente attiguo alla Sala delle ceramiche è esposta una campionatura della collezione numismatica costituita da monete romane, medioevali e moderne di varie zecche italiane, comprese quelle battute dalla zecca operante a Fano dal 1414 al 1796 e da alcune medaglie tra le quali è da ricordare la bellissima serie di "Medaglie Malatestiane" realizzate da Matteo dé Pasti per Sigismondo Malatesta nel 1446.
SEZIONE ARCHEOLOGICA DI FANO
E' sistemata in sei sale e nel portico adiacente, al piano terra del Palazzo Malatestiano. La sua peculiarità è quella di contenere ed esporre quasi esclusivamente reperti di provenienza locale. Testimonia lo svolgersi dell'attività umana nel territorio che si estende intorno alla città di Fano da Fosso Seiore a nord sino al fiume Cesano a sud, per tutto l'arco temporale che dalla preistoria giunge all'età romana. La raccolta fu ordinata nella sede attuale a partire dal 1898 quando vi fu trasferito tutto il materiale archeologico dalla residenza municipale e si è venuta arricchendo nel tempo di depositi, donazioni nonché di reperti provenienti da recenti campagne di scavo.


Museo Civico


INGRESSO
Sono esposti frammenti di trabeazioni e cornici marmoree, rocchi di colonna, resti pavimentali in terracotta, un mosaico a tessere bianche e nere raffigurante Nettuno col tridente e la quadriga di cavalli marini.
SALA DELLA PREISTORIA E DELLA PROTOSTORIA
In questa sala la Preistoria e la Protostoria sono rappresentate nelle manifestazioni più antiche: manufatti in pietra del Paleolitico inferiore, sino alle fasi più recenti testimoniate da materiali che vanno dal Neolitico all'età del Bronzo e del Ferro. Ricordiamo i reperti provenienti da un insediamento a nord, presso la foce del torrente Arzilla e da un altro a sud in località Chiaruccia. Sono esposti, inoltre, frammenti in ceramica di ciotole e strumenti in osso e in bronzo. Nelle vetrine è un corredo tombale dell'età del Ferro (civiltà Picena) proveniente da Monte Giove, una spada in bronzo da Fosso Sejore, e poi fibule, pendagli, ciotole ecc.
SALA DEGLI OGGETTI DI USO DOMESTICO E DEGLI ARREDI FUNERARI
Qui sono raccolti oggetti d' uso domestico di epoca romana come recipienti in vetro, vasellame da mensa in terracotta, ecc.. Si tratta di reperti provenienti da vecchi ritrovamento di cui non fu redatta a suo tempo alcuna nota e di cui non si hanno quindi informazioni sui luoghi di ritrovamento. Una vetrina è dedicata alla esposizione di lucerne in terracotta, databili dal I sec. a.C. al IV sec. d.C., alcune delle quali recano il sigillo del fabbricante e tre in particolare recano al rovescio la raffigurazione di un tempio che qualche studioso ha identificato col tempio di Fortuna. Sono poi esposte alcune urne cinerarie, tegole funerarie e il famoso cippo 'graccano' rinvenuto nel 1735 in località Beverano di S. Cesareo, nei pressi di Monte Giove.
SALA DELLE ISCRIZIONI E DELLA STATUARIA ROMANA
L'ultima sala della sezione archeologica, che ospita pregevoli sculture ed iscrizioni, si apre al visitatore con la monumentale statua dell'Imperatore Claudio ritrovata, come il piccolo Britannico e i ritratti di Domiziano e Vespasiano, nello scavo di Piazza Amiani; proviene invece dall'antico acquedotto un torso di statua virile in nudità eroica che si considera una rielaborazione di II secolo di un originale greco. Spicca tra i ritratti femminili quello di una giovane donna dall'elaborata acconciatura attribuito ad Ottavia, la sorella di Augusto. Comletano la rassegna l'erma bifronte di giovane satiro e vecchio sileno, di provenienza sconosciuta, la testina di Dioniso Imberbe e l'erma di Dioniso Barbato. La raccolta epigrafica, che ricorda personaggi, collegi sacerdotali, magistrature e corporazioni dell'antica Colonia Julia Fanestris, comprende prevalentemente lapidi funerarie mentre tra le iscrizioni relative ad opere di pubblica utilità, una si riferisce alle terme restaurate ed ampliate a proprie spese da T. Varius. Rufinus, un cavaliere e magistrato municipale.
SALETTA DELLE ANFORE
In questo piccolo ambiente di passaggio sono state collocate le anfore in terracotta di diversa provenienza. Due di esse ancora mostrano sulla superficie le incrostazioni dovute al loro rinvenimento in mare. Nella piccola vetrina sono esposti tappi di anfore.
SOTTO PORTICO
Il materiale fu riordinato nel 1949 sotto la direzione del Soprintendente delle Antichità delle Marche, dott. Giovanni Annibaldi. Dal 1953 vi è ospitato il famoso mosaico della pantera (metà li sec. d.C.), rinvenuto in via Montevecchio durante lavori di sterro per la costruzione di un edificio. Segnaliamo inoltre un grande dolio in terracotta, due sarcofagi paleocristiani (V - VI sec. d.C.) ed alcuni cippi miliari.


 
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